Nasce WhiskyClub Italia, una realtà già matura

Nasce WhiskyClub Italia, una realtà già matura


Il club nasce dalla spinta propulsiva di Claudio Riva, instancabile divulgatore e conoscitore profondo della Scozia, già noto per diverse iniziative tra cui il fan club “I Love Laphroaig” (laphroaig.it) e per essere uno dei motori della web community SingleMaltWhisky.it. Ad affiancare Claudio c’è Andrea di Castri (cOOkies Adv di Milano), che ha curato grafica e immagine.

Il club si prefigge lo scopo di divulgare cultura e conoscenza per i distillati di qualità attraverso eventi, corsi, festival, attività editoriale tutto vissuto con massima convivialità e condivisione. Non secondariamente verranno rilasciate piccole selezioni di whisky e distillati. Il club si è già attivato nello stringere accordi e convenzioni con esercizi commerciali, bar, ristoranti in giro per l’Italia, in modo da creare una comunità non solo virtuale ma con un forte radicamento sul territorio, valorizzando i tanti publican ed esercenti con un’offerta di qualità, magari poco noti ma sempre guidati dal desiderio di fare cultura.

Claudio spiega lo “spirito” del club: “Un whisky club non è certo una novità e credo nemmeno quello che andremo a fare; abbiamo voluto principalmente convogliare e strutturare tutte le attività che facevamo già da diversi anni e cercare di consolidare ed espandere una rete di appassionati, ma anche di professionisti del settore, che è già in essere ma in cui vediamo grandi potenzialità di sviluppo. Non scordiamoci che, cosa sconosciuta ai più, l’Italia ha un patrimonio di imbottigliatori, selezionatori e collezionisti unico al mondo, tutti da conoscere e riscoprire. Il nostro approccio sarà quello di svestire completamente i prodotti e la divulgazione dal marketing, focalizzandoci principalmente verso i contenuti. Ovviamente, oltre ai contenuti, vorremmo riempire di ottimo whisky il maggior numero di calici possibili, considerato che il club dovrà essere inclusivo e non esclusivo”.

Si evidenzia come il mondo del whisky in Italia stia entrando nell’era 2.0: “Dopo il periodo d’oro ma pionieristico degli anni ’60 e ’70, il mercato si è via via consolidato, la schiera di appassionati e del consumo si è assottigliata e si è creato un piccolo vuoto generazionale. Col nuovo Millennio sembra soffi un vento nuovo, vento ben intercettato dalla nostra comunità di whisky blogger e dai festival italiani. Viaggiando in giro per l’Italia, conoscendo appassionati ed organizzando degustazioni mi sono sempre reso più conto di quanto la conoscenza del distillato sia cresciuta negli ultimi anni e di quanta sete di conoscenza ancora resti da soddisfare. In un mercato ancora con ampi margini di miglioramento la collaborazione tra tutti è fondamentale, una marea crescente alza tutte le barche”.

Andrea ci spiega i principi che hanno guidato il concept di grafica ed etichette: “L’obiettivo era di differenziarci e di trovare uno stile unico che rappresentasse il Club, evitando di copiare e di cadere nei soliti didascalismi del prodotto. La semplicità e l’eleganza sono la base di tutto. Niente leoni rampanti, scudi e spade sguainate, il Club è aperto a tutti, dai cavalieri ai contadini. Il logo e i colori rappresentano a pieno l’anima del Club. La botte e il color oro sono due degli elementi principali che caratterizzano il whisky.
L’etichetta, elemento fondamentale, è il biglietto da visita in cui sono riportati i dati principali dell’imbottigliamento in modo chiaro e sintetico, un’impaginazione semplice elenca tutte le info essenziali senza raccontare troppo ma invogliando all’assaggio per saperne di più. Perché alla fine possiamo dire quello che si vuole, ma ciò che conta è il contenuto”.